martedì 12 agosto 2014

O capitano! Mio capitano! testo recitato della poesia di Walt Whitman

Walt Whitman
O capitano! Mio capitano! (O Captain! My Captain!) è una poesia scritta dal poeta e scrittore statunitense Walt Whitman nel 1865, riguardante la morte del presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln.

[da wikipedia] Walter Whitman, noto come Walt Whitman (West Hills, 31 maggio 1819 – Camden, 26 marzo 1892), è stato un poeta, scrittore e giornalista statunitense. È conosciuto per essere l'autore della raccolta poetica Foglie d'erba, pubblicata in diverse edizioni a partire dal 1855.

[testo originale]
O Captain! My Captain!
O Captain! My Captain! our fearful trip is done;
 The ship has weather'd every rack, the prize we sought is won;
 The port is near, the bells I hear, the people all exulting,
 While follow eyes the steady keel, the vessel grim and daring

 But O heart! heart! heart!
 O the bleeding drops of red,
 Where on the deck my Captain lies,
 Fallen cold and dead.

 O Captain! My Captain! rise up and hear the bells;
 Rise up-for you the flag is flung-for you the bugle trills;
 For you bouquets and ribbon'd wreaths-for you the shores a-crowding;
 For you they call, the swaying mass, their eager faces turning

 Here Captain! dear father!
 This arm beneath your head;
 It is some dream that on the deck,
 You've fallen cold and dead.

 My Captain does not answer, his lips are pale and still;
 My father does not feel my arm, he has no pulse nor will;
 The ship is anchor'd safe and sound, its voyage closed and done;
 From fearful trip the victor ship comes in with object won

 Exult, O shores, and ring, O bells!
 But I with mournful tread,
 Walk the deck my Captain lies,
 Fallen cold and dead.



[traduzione italiana]
O capitano! Mio capitano!
Oh! Capitano, mio Capitano, il tremendo viaggio è compiuto,
 La nostra nave ha resistito ogni tempesta: abbiamo conseguito il premio desiderato.

 Il porto è prossimo; odo le campane, il popolo tutto esulta.
 Mentre gli occhi seguono la salda carena,
 la nave austera e ardita.

 Ma o cuore, cuore, cuore,
 O stillanti gocce rosse
 Dove sul ponte giace il mio Capitano.
 Caduto freddo e morto.

 O Capitano, mio Capitano, levati e ascolta le campane.
 Levati, per te la bandiera sventola, squilla per te la tromba;
 Per te mazzi e corone e nastri; per te le sponde si affollano;
 Te acclamano le folle ondeggianti, volgendo i cupidi volti.

 Qui Capitano, caro padre,
 Questo mio braccio sotto la tua testa;
 È un sogno che qui sopra il ponte
 Tu giaccia freddo e morto.

 Il mio Capitano tace: le sue labbra sono pallide e serrate;
 Il mio padre non sente il mio braccio,
 Non ha polso, né volontà;
 La nave è ancorata sicura e ferma ed il ciclo del viaggio è compiuto.
 Dal tremendo viaggio la nave vincitrice arriva col compito esaurito,

 Esultino le sponde e suonino le campane!
 Ma io con passo dolorante

 Passeggio sul ponte, ove giace il mio Capitano caduto freddo e morto.