sabato 11 giugno 2016

Quando diminuisce la popolazione allora si che sono tempi bui

Tempi bui, molto bui, nei quali persino la popolazione diminuisce nel silenzio più totale.
Lo stato è in vendita a pezzetti, ma prima di venderli, ognuno di essi viene svuotato di ogni barlume di rimuneratività e produttività, così chi lo compera lo avrà per un prezzo stracciato.

Così le poste, si legge, vanno in crisi proprio nel momento in cui la richiesta di spedizioni postali cresce fino ad arrivare ad un vero e proprio boom. Non riescono più a garantire la consegna quotidiana di lettere e pacchi … ed appaltano i servizi di consegna in un momento nel quale i servizi di posta privati fioriscono come funghi garantendo ottime rimuneratività a chi ci investe.

E le ferrovie … mettono in vendita le grandi stazioni come quella di Milano, che sono talmente poco importanti e strategiche per lo sviluppo del paese da aver fatto si che il ministero dell’interno abbia previsto addirittura una prefettura dedicata.

A Milano oltre al prefetto della città c’è anche il prefetto della stazione ferroviaria …. E che fine farà costui? Ed i suoi dipendenti? E la polizia ferroviaria? Baggianate, quisquiglie, cavilli da paranoico? Io dico di no … ma chi lo dovrebbe fare per mestiere, giornalisti e uomini politici, si chiudono in un silenzio assordante!

Ora ci si trova di fronte ad un dato gravissimo sul calo della popolazione … ed ancora il silenzio!
Ma vi rendete conto che per trovare dati analoghi dobbiamo andare indietro fino alla grande guerra, all’epidemia di febbre spagnola, alla peste nera o alla mini glaciazione wurmiana? Forse stavolta è meno grave?

La verità è che un effetto simile lo si ottiene solo con le guerre o con le pestilenze … e siccome di epidemie in atto non ce ne sono ….. mi domando cosa si aspetti a riconoscere che ci troviamo davvero in guerra.

Una guerra senza carri armati che sparano, ma capace al pari di quelle combattute sul campo di battaglia di impoverire i popoli e di decimarli.

Le armi in questo caso sono le banconote ed i titoli dell’alta finanza. I contendenti non sono più gli stati ma i grandi gruppi finanziari. Il risultato è comunque devastante.

Quando le statistiche demografiche iniziano a rivelare le loro agghiaccianti verità numeriche, di solito è troppo tardi per correre ai ripari. Per cambiare statistiche demografiche ci vogliono anni, se non decenni!

Se caliamo di numero (nonostante l’aumento fortissimo di immigrati dal terzo mondo) è perché da un lato abbiamo rinunciato a mettere al mondo dei figli, e dall’altro moriamo prima …. E già, le statistiche mostrano anche questo, l’aspettativa di vita negli ultimi anni è calata.

Quando anche le statistiche mettono in luce numeri come questi, significa che la slavina ha iniziato a scendere a valle … e le slavine non si possono fermare!

Santo cielo!
E voi dove eravate intato che il disastro succedeva?