mercoledì 6 maggio 2015

Il dorway pages update di google

Il 16 marzo 2015 google ha ufficialmente rilasciato un upgrade degli algoritmi definito come dorway pages update.

Questo algoritmo ha penalizzato i siti che:
incanalano il traffico da più pagine con un funnel verso una pagina o una sezione del sito.
Hanno pagine che sono esse stesse imbuti con percorsi forzati.
Hanno pagine che sono sostanzialmente simili con scarsa gerarchia di navigazione.

Fonte: http://www.hellobrave.com/google-penalty-checker-tool/#2015
“On 16th March Google released an updated statement on their doorway pages policy. This typically falls into three categories:Having multiple pages/location sites that funnel into one channel, pages that are only their to funnel users into usable section of a site and finally pages that are substantially similar with little browseable hierarchy”

La tecnica delle dorway, ovvero pagine destinate ad essere alternative alla home page quali atterraggio delle ricerche, si è negli anni affinata, cercando, ogni volta, di aggirare i limiti imposti dalle evoluzioni degli algoritmi di google che tendevano a penalizzare questa tecnica.

Una volta era facile forzare il posizionamento di chiavi di ricerca particolari: bastava fare una dorway page ottimizzata su una certa chiave ed il gioco era fatto; la pagina era fuori dai percorsi di navigazione principali, ma non era fatta per essere navigata, ma per essere posizionata e basta!

Oggi l’utilizzo di pagine dorway rischia davvero di essere penalizzante non solo per le stesse dorway che si ritrovano fuori dalle serp per le quali sono state costruite, ma per l’intero sito che rischia una penalizzazione algoritmica anche quando le dorway sono molto ben mimetizzate e praticamente irriconoscibili agli occhi di un quality rater.
Da tempo sosteniamo che ogni pagina del sito va concepita come fosse una dorway, ovvero va concepita per ospitare una chiave. Così facendo il sito non rischia nessuna penalizzazione, poiché le pagine sono a tutti gli effetti inserite nel sito e nei percorsi di navigazione interni.

In ogni modo cercare di modulare una pagina a forma di funnel, ovvero di imbuto, per costringere gli utenti a compiere una determinata azione, oggi è diventato pericoloso.
Mi auguro solo che google sia in grado di distinguere le pagine che per la loro natura devono essere imbuti, penso alle pagine del carrello degli e-commece per esempio.
In ogni caso è diventato più pericoloso di prima giocare con i re indirizzamenti, ovvero utilizzare le tecniche di generazione di funnel automatici, tipici delle ristrutturazioni dei siti web.
L’unico modo per recuperare le vecchie pagine è rimasto il redirect 301 da giocarsi in 1 a 1 e mai 1 a molti.

Sui funnel la mia opinione è che la penalizzazione riguardi soprattutto i redirect massivi più che gli imbuti di navigazione veri e propri, in ogni caso staremo a vedere se anche le squeeze page determineranno penalizzazioni ai siti che le utilizzano, io credo di no.
Certo è che ora le pagine sostanzialmente senza link, ovvero che offrono la possibilità di proseguire la navigazione solamente compiendo una azione, sono state penalizzate e rischiano di trascinare il sito intero in una penalty area rischiosa.

Il consiglio è quello di modificarle, consentendo comunque alternative di navigazione all’imbuto, cercando semmai soluzioni grafiche che lo mettano in evidenza, ma evitando di farlo essere l’unica azione possibile.